Villa Turconi

L’Istituto Sant’Angelo si trova all’interno della villa padronale della Famiglia Turconi, costruita nel XVIII secolo.

La presenza dei Conti Turconi di Como a Castel S. Pietro risale al 1556. Nel 1588 ricevettero la cittadinanza e l’anno seguente acquistarono vasti fondi di questa zona chiamata Loverciano. Da allora, ebbero parte attiva nella vita civile e religiosa del villaggio.

A Loverciano nel Seicento eressero una prima dimora con la cappella dedicata a San Carlo ed in seguito, all’inizio del Settecento, fu costruita la villa, che oltre al fastoso arredamento vantava una galleria d’arte che andò poi dispersa – una raccolta di quadri che nel 1700 contava 133 opere e nell’inventario del 1806 ben 270 tra ritratti di personalità e paesaggi.

Durante la rivoluzione francese nel 1798 il Conte Alfonso Turconi si trovava a Parigi e temendo che i rivoluzionari, nella foga di colpire i nobili, non risparmiassero pure lui, pensò che gli fosse necessario un certificato di fede repubblicana. Si rivolse alle autorità di Castello, pregandole di riconoscerlo cittadino del loro comune, ma non gli risposero. La Municipalità di Mendrisio venne a sapere del fatto e mandò subito al conte quanto egli desiderava. Per questo favore il conte Turconi fece costruire l’Ospedale Beata Vergine a Mendrisio e legò molti dei suoi beni alla fondazione dello stesso.

Nel 1805, alla morte del conte Alfonso, ultimo erede dei Turconi, la villa passò ai conti Greppi di Milano, che vi abitarono fino alla morte dell’ultimo discendente, nel 1903.

Nell’Ottocento la villa ospitò rifugiati politici italiani e personalità quali Umberto I, Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, Carlo Cattaneo, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.

Nel 1904 la villa andò ai Trezzi di Milano e nel 1910 venne ceduta alla Congregazione dei Barnabiti e in seguito, nel 1938, al Vescovo di Lugano, Mons. Angelo Jelmini, che la mise a disposizione dell’Orfanatrofio Maghetti di Lugano.

Anche durante la Seconda Guerra Mondiale vennero ospitati nella Villa numerosi rifugiati italiani, tra i quali Piero Chiara.

Dal 1950 Villa Turconi è sede dell’attuale Istituto Sant’Angelo, diretto dalle Suore di Carità della Santa Croce di Ingenbohl fino all’agosto del 2007, quando la proprietà è stata acquistata dalla Fondazione Sant’Angelo, voluta dal Vescovo Mons. Piergiacomo Grampa al fine di continuarne l’attività.