Storia

La Famiglia Turconi

La storia dell’Istituto inizia con la famiglia Turconi, di origine comasca, presente in Ticino già dal Quattrocento, molto legata alle terre ticinesi per ragioni commerciali e per la sua partecipazione alla vita comunitaria e politica del tempo.

I dati più indicativi che riguardano il legame di questa famiglia con le proprietà di Loverciano (Castel San Pietro) si possono riassumere come segue:

1463-1507 – acquisto di terreni a Balerna e di fondi a Loverciano.

1537 – acquisto di altri fondi “a buon prezzo” dal Capitolo di San Fedele di Como.

1588 – Alfonso Turconi è il primo della famiglia ad acquisire la cittadinanza nel Comune di Castel San Pietro. Si parla anche, per la prima volta, di una “casa padronale”.

1626 – La residenza di Loverciano della famiglia Turconi diventa un luogo di riunioni di carattere pubblico (Vicinie – Patriziato), di arbitraggi e di patteggiamenti, anche fra privati.

1646 – costruzione dell’attuale “Villa di Loverciano” da parte di Giovanni Battista Turconi.

1721 – acquisto della fattoria di Vigino, scambiata con altri possedimenti alla Brusata di Novazzano.

1824 – fondazione da parte dell’ultimo conte Alfonso Maria Turconi di un “luogo Pio col titolo della Beata Vergine”, l’attuale Ospedale della Beata Vergine di Mendrisio.

Una tradizione di opere per i bisognosi

1870 – La proprietà di Loverciano viene venduta alla famiglia dei conti Greppi di Milano e rimane in loro possesso fino alla morte di Alessandro, ultimo conte Greppi, nel 1903.

1903 – Seguono diversi altri proprietari: la famiglia Trezzi di Milano che cede “Loverciano” ai Padri Barnabiti che a loro volta nel 1934 vendono la proprietà alla Fondazione Pro Parvulus (Mendrisio).

1938 – La Fondazione Orfanatrofio Maghetti di Lugano acquista la proprietà.

1950 – La Congregazione di suore della Carità della Santa Croce di Ingenbohl assumono la gestione dell’Orfanatrofio che acquistano nel 1953; inizia l’avventura educativa di queste Suore che per più di 50 anni hanno accolto ed educato bambini e ragazzi bisognosi.

1999 – La Congregazione annuncia la necessità di ridimensionare la sua presenza in Ticino a causa della mancanza di vocazioni, anche l’Istituto di Loverciano rientra in questo piano di ridimensionamento.

2007 – La questione diventa di attualità e per interessamento del Vescovo di Lugano, Mons. Piergiacomo Grampa, si giunge nel 2007 a costituire una Fondazione, con lo scopo di acquistare la proprietà per continuare l’attività.